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informati, critici e propositivi: siamo i nuovi giovani italiani

Quest'anno per le vacanze di natale sono tornato in Italia. Ogni volta che torno tutti i miei pensieri riguardanti la societá italiana si disparano.

Cominciamo dalla fine. Nessuno ama essere criticato, però quando si tratta di criticare siamo tutti pronti. Nessuno direbbe mai di essere un ladro, pero tutti sappiamo di esserlo. Questa é l'Italia. Vogliamo davvero perdere tempo a ripeterlo all'infinito?

In questi miei giorni italiani ho avuto anche la "fortuna" di assistere alla "santificazione" di Bettino Craxi su Canale 5. Tra le tante cose si é dipinto Craxi come l'unico che ha avuto il coraggio di dire in parlamento: noi parlamentari siamo tutti dei ladri!!Ahhh... que bellooo!!!
Naturalmente neanche una parola sul fatto che mentre pronunciava quelle parole era protetto dall' immunità parlamentare.

Insomma per farla breve. Mi sono reso conto di una cosa. Tutti coloro (io compreso) che fino ad oggi hanno criticato la situazione italiana e soprattutto Berlusconi, abbiamo contribuito ad alimentare la più grande e geniale strategia di potere.

Faccio un esempio. Tutti ci rendiamo conto che a ridosso delle elezioni i media più affini alla destra ci bombardano con notizie su rapine, delinquenza e quant'altro per alimentare il sentimento di insicurezza e..... devo dire che puntualmente funziona.
Ora. Pensiamo per un secondo alla nostra Italia. Sinceramente. Dai, fallo anche tu, non ti costa nulla. Pensa all'Italia. Dí la verità, non puoi fare a meno di pensare che sia un paese di furbi ed imbroglioni vero? Dai confessa! Sicuro che hai un amico, parente o familiare implicato in qualche storia di raccomandazioni, imbrogli per non pagare le tasse, condoni o altri tipi di furbate al limite della legalità. Ah ecco bravo.

Adesso dimmi. Sei ottimista? Pensi di poter cambiare qualcosa? Molto probabilmente no, continui a pensare che é tutto marcio. In fondo l'unica cosa che ti fa andare avanti é che pensi che nell'enorme mare delle "furberie" ci sono ancora moltissimi come te.

Continuiamo con il discorso. Ho notato un' altra cosa. Quando parli con uno di "sinistra", questi ti dice che berlusconi é un ladro e un mafioso e non riesce a spiegarsi come sia possibile che metá degli italiani lo votino. Se parli con un Berlusconiano ti dice che i politici sono tutti dei ladri e non si spiega come metá degli italiani votino a sinistra pensando che i politici di sinistra non siano dei ladri, o quanto meno siano meno ladri di quelli di destra. Cioè il berlusconiano medio non riesce a dimostrarti che berlusconi non sia un ladro ed é sinceramente convinto che siano tutti dei ladri.

Riassumendo. Più cresce questo sentimento disfattista (alcuni lo chiamano antipolitica) più cresce il berlusconismo. Mi pare di sentirvi. Eh cazzo!!! ma allora un povero cristo in Italia che deve fare? Se vota berlusconi é un povero ignorante, se invece critica lui e l'Italia, poi nel fondo lo aiuta a vincere. Avete capito? Nessuno vuole essere criticato, però criticare é troppo facile da poterci rinunciare. Eppoi vince berlusconi, che nel fondo é uguale a queglialtri.

Il teatrino è li'. Gli attori (politici) sono contenti e gli spettatori (noi) sono belli che intrattenuti da questo spettacolo infinito.

Ora un'ultima riflessione. Guardate questi attori/politici. Cazzo! Sono tutti dei vecchi. Dai dai. Accendi la tv e guardali. Sono vecchi e stravecchi. Lo capisci che significa? Non importa destra e sinistra. Sono tutti dei vecchi. Hanno sperimentato il giochino, sanno come funziona e continuano a stare lì finché non muoiono, vedi Andreotti.

E tu giovane, che fai? Vuoi ancora perdere tempo a parlare di destra e sinistra? di berlusconi e di veltroni? di casini e bossi? Scommetto che ancora non hai un lavoro stabile!! Pensa ai tuoi genitori, pensa alla classe media dei cinquantenni e sessantenni italiani, gente benestante. Loro piuttosto che perdere il loro potere preferiscono pagare i tuoi studi ed il tuo perido di precariato, poi però alla fine sono sempre loro a decidere.

Ecco. Può un paese in mano a dei vecchi crescere e migliorare? Può esserci innovazione sociale ed economica se dobbiamo chiedere, noi giovani, sempre il permesso ai vecchi?

Che possiamo fare? E' più facile di quello che credi. Ricordi? Teatrino. Attori e Spettatori. Smettiamo di alimentare lo spettacolo. Sicuramente adesso ti aspetti che ti diga: spegni la tv!!
Eh no! Troppo facile. Me ne frego della tv. Tanto lo so che giá la guardi sempre di meno.

Noi giovani dobbiamo semplicemnte cominciare ad unirci in una rete, produrre informazione, scrivere una nuova societá. Dimentichiamoci dei vecchi e del loro teatrino. Fra 10 anni il loro sistema sará bello che morto. Dobbiamo cominciare a lavorare da adesso per essere pronti a sostituirli. Quando noi arriveremo al "potere", saremo una rete. Non piu' partiti gerarchici. Non più delle masse enormi basate sulla struttura piramidale. Saremo una rete. Muore lo spettacolo, entriamoci dentro diventando attori e spettatori. C'è internet usiamolo sul serio.

Insomma il messaggio é semplice: loro (tutti i potenti) sono vecchi e noi ancora no. Non sprechiamo la nostra gioventú per fare il loro gioco. L'Italia é una anomalia soprattutto per questo motivo. Morirá insiemme a tutti questi vecchi. La mancanza di dinamicità, innovazione e "freschezza" ci porterà tutti al collasso. Toccherà a noi giovani ritirare su il paese. Facciamoci trovare preparati.

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qualcuna Commento da qualcuna su 13 Gennaio 2009 a 17:28
Un'analisi lucida e sostanzialmente vera. Ma vedere Capezzone vendutosi con nonchalance a Berlu mi fa dubitare che i giovani siano pronti a riprendersi il futuro, invece che a scegliere la strada semplice: ossia stare alle calcagna dei "vecchi", conquistare la loro fiducia e essere cooptati dalla casta appena si lobera un posto...
Chiara Commento da Chiara su 12 Gennaio 2009 a 13:53
Hai ragione Domenico, almeno una certezza rispetto ai vecchi che detengono il potere in Italia ce l'abbiamo: il futuro é nostro molto piú che loro e dobbiamo arrivarci preparati... Peró credo che dobbiamo stare attenti per non ritrovarci con un futuro pieno soltanto di polvere e di macerie... La rete é uno strumento potentissimo per costruire controinformazione e consapevolezza ma ci basterá per decidere davvero come vogliamo il nostro futuro? Che sta succedendo adesso dentro le università, le scuole, le amministrazioni pubbliche? Chi continua a prendere decisioni e legiferare, a trasformare la realtà? Tornando a votare ad aprile per le ultime elezioni volavo sul cielo sopra venezia e riflettevo su come quasi niente fosse cambiato da quando dieci anni prima mi ero iscritta all'università.... tutto permaneva uguale, immutato, addormentato, solo un nuovo brutto aereoporto sulla laguna costruito da non so chi e sempre piú fabbriche, casette, villette, svincoli, strade in terraferma.... ancora il fantasma di berlusconi che minacciava l'Italia.... ancora gli stessi problemi dentro l'università. La generazione dei quarantenni rassegnata piú che mai: loro perché non sono riusciti a cambiare niente, a interagire con il mondo? Mi trovavo a parlare con architetti di quasi cinquant'anni che mi raccontavano problemi quotidiani e speranza di poter cambiare qualcosa come se fossero loro i giovani... Qua in Spagna gli architetti di cinquant'anni sono i miei datori di lavoro e si sentono all'apice di un percorso....
Insomma secondo me non dobbiamo solo ritrovarci preparati per quando ci toccherá ritirare su il paese: dobbiamo recuperare il nostro ruolo nella società il più presto possibile perché ci meritiamo un paese che si trasforma per accogliere il futuro e non sia soltanto la rappresentazione desolante di immobilitá, malgoverno, rassegnazione, corruzione.

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