Ho il piacere di riprodurre qui sotto un resoconto di un mio amico (lascio a lui il piacere di firmarsi in commento) in seguito a una riunione con la Protezione Civile. Il testo è una riflessione sulle evoluzioni e lo stato dei soccorsi dopo il terremoto in Abruzzo.
La Protezione Civile ha bisogno di aiuto per salvare gli abruzzesi dal regime
In questi giorni di emergenza e di dolore "Siamo tutti lo stato" come dice la finta opposizione omertosa e complice del PD. TV e giornali ci parlano del dramma e dell'efficienza e della grande efficienza dei soccorsi.
Nelle prime ore, dicono, i soccorsi sono stati ben organizzati e tempestivi, ma alcune frazioni sono rimaste senza aiuti per molte ore, per via delle comunicazioni e le strade interrotte dal sisma. Tuttavia si è fatto tutto ciò che si poteva fare.
Berlusconi parla di ricostruzione con una volgarità degna di una puntata di Porta a Porta e promette soldi a valanghe come se ne avessimo, raccontando di aver fatto un bel giro panoramico in elicottero sopra le zone colpite, con un adattamento in italiano della conferenza stampa di Bush dopo aver sorvolato New Orleans, così tanto per sentirsi uguale a quelli che contano.
La verità è che 250 morti e la disperazione di 70.000 sfollati si trasforma nell'ennesimo spot elettorale per un venditore di saponette senza scrupoli e i suoi lecchini.
Le cose stanno andando ben diversamente.
Mancano uomini, le associazioni della Protezione Civile, pur lavorando sodo e al massimo delle loro possibilità, sono nel panico.
Mancano volontari iscritti e preparati, e le recenti leggi e norme istituite, solo in teoria (lo spiego più avanti), per dare più tutela e preparazione ai volontari, non prevedono procedure di arruolamento rapide di nuovi volontari in casi di necessità come questo.
ATTUALMENTE IN ITALIA MIGLIAIA DI PERSONE STANNO OFFRENDO LA LORO DISPONIBILITA' ALLA PROTEZIONE CIVILE, CHE SI VEDE COSTRETTA A RIFIUTARE, PER LEGGE.
Non solo, i volontari stabili della Protezione Civile sono in veloce e costante calo da qualche anno, per l'impossibilità da parte dei circoli locali dell'organizzazione di mantenere oneri legali e fiscali sempre più proibitivi.
Nell'ultima finanziaria del "Governo" Berlusconi i finanziamenti alla protezione civile sono stati ridotti dell'80% (ottanta percento), cioè la stanno praticamente smantellando.
Perché tutto questo?
Il polo di potere di cui Berlusconi è il portavoce (quindi il centro-destra ma non solo) da più di quindici anni cerca di smantellare delle roccaforti del centro sinistra in termini elettorali: cooperative e circoli ARCI.
La protezione civile e tutti i suoi distaccamenti sono circoli ARCI e fanno parte di questa associazione, per questo devono essere smantellati.
Istituzionalmente la Protezione Civile è già stata sostituita da gruppi di volontariato comunali, alle dirette dipendenze del comune e finanziate da fondi pubblici.
I circoli ARCI della Protezione Civile stanno chiudendo, e tantissimi sono già scomparsi, par mancanza di fondi, poiché vivevano di finanziamenti comunali, in cambio di servizio volontario in alcune funzioni di supporto alle attività pubbliche, dall'attraversamento pedonale delle scuole, fino a servizi di sicurezza per manifestazioni culturali, fieristiche, politiche e sportive. I soldi raccimolati da queste attività permettevano ai nuclei locali di incassare denaro per l'acquisto e il mantenimento di mezzi e equipaggiamenti.
Oggi questi fondi vengono destinati ai volontari alle dipendenze del comune, solitamente pensionati, che non sono in grado di fronteggiare alcun tipo di emergenza e che non hanno alcuna preparazione al riguardo. Questi organi non hanno mezzi per fronteggiare emergenze e non sono in alcun modo coordinati a livello nazionale. Non hanno inoltre l'autorizzazione ad intervenire a supporto della Protezione Civile o quello che ne rimane.
Oltre che smantellare quel poco che rimane del senso civile di questo paese, preferendo un servizio volontario alle dirette dipendenze della politica piuttosto che basato sulla libertà di associazione e di solidale e volontaria assistenza, lo stanno facendo male (come al solito), osteggiando le pratiche solidali, colonne portante di uno spirito civile, fino ad osteggiare le pratiche di mutuo soccorso, mettendo a repentaglio la nostra sicurezza, proprio come sta succedendo in Abruzzo in questi giorni.
Quanto ho appena scritto è scaturito anche da una riunione della Protezione Civile a cui ho partecipato ieri sera, in cui è stata illustrata una situazione davvero drammatica.
Ad ogni modo la Protezione Civile sta mandando a casa chiunque si sta presentando nei luoghi disastrati autonomamente, perché meglio non essere in numero sufficiente che nella confusione della disorganizzazione.
Chi vuole aiutare concretamente può rivolgersi all'associazione della Protezione Civile più vicina e chiedere il tesseramento.
Gli sfollati sono oltre 70.000 e ci sarà bisogno di assistenza per mesi. Essendo un servizio basato sul volontariato, gli uomini della Protezione Civile attualmente impegnati in Abruzzo, dovranno presto rientrare a lavoro e avranno bisogno del cambio da parte di nuovi volontari.
Chi fa richiesta di iscrizione oggi, oltre che aiutare economicamente l'organizzazione, otterrà l'abilitazione legale in un arco di tempo che può andare dai 20 giorni ai 2 mesi, in base al tempo che sarà impiegato dalle amministrazioni regionali a rilasciare la documentazione necessaria.
Leggete e fate girare questa nota, invece di numeri di telefono a caso e allarmismi infondati. Stronzi.
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